Questa inchiesta raccoglie in un solo testo ciò che l’Osservatorio Geoingegneria di Nemesi-X ha verificato, documento alla mano, sui programmi che intervengono sul tempo atmosferico (il cloud seeding, la semina delle nuvole) e sugli impianti che scaldano la ionosfera con onde radio (HAARP e simili). Ogni affermazione porta la sua fonte e, dove serve, il punto in cui la fonte si ferma. Non contiene deduzioni: quello che le fonti non dicono resta scritto come domanda aperta, non come sospetto.

Il criterio è uno solo, ed è dichiarato in ogni scheda dell’osservatorio: si riporta ciò che una fonte verificabile dichiara. Una licenza non prova un volo; una posizione ADS-B non prova una semina; un avviso di trasmissione non prova un’emissione; una potenza letta a un trasmettitore non misura un effetto atmosferico. Questa distinzione, ripetuta fino alla noia, è la ragione per cui questo osservatorio esiste.

1. Cos’è la modificazione del tempo, e cosa ne dice la scienza

La semina delle nuvole non è una tecnologia recente: i primi esperimenti risalgono al 1946. Il principio è disperdere in una nube, con aerei, razzi o generatori a terra, sostanze — soprattutto ioduro d’argento, o sali igroscopici — attorno a cui l’acqua della nube possa congelare o aggregarsi e cadere come pioggia o neve. Che il meccanismo esista non è in discussione; quanto pioggia aggiunga, e in quali condizioni, lo è da ottant’anni.

Tre fonti recenti fissano i confini di ciò che si sa. La dichiarazione dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale sulla modificazione del tempo (2025, con informazioni fino a giugno 2024) riconosce evidenze causali per metodi specifici di semina invernale di nubi montane, chiede confronti, misure fisiche e incertezza dichiarata, e segnala prove insufficienti per le tecniche di ionizzazione alla scala delle nubi. Il Government Accountability Office statunitense (GAO-25-107328, 19 dicembre 2024) ha esaminato studi e tecnologie: le stime di precipitazione aggiuntiva variano dallo 0 al 20 per cento, con limiti espliciti nella ricerca sull’efficacia. Lo studio SNOWIE (Friedrich e colleghi, PNAS 2020) ha identificato e quantificato con radar neve attribuibile alla semina in tre casi in Idaho, in condizioni con poca o nessuna precipitazione naturale: un effetto misurato, in condizioni specifiche, che non si trasferisce automaticamente ad altri ambienti.

Nel 2026 la startup Rainmaker ha annunciato 82 «firme radar» di semina in Utah e Oregon: un annuncio aziendale non ancora sottoposto a revisione paritaria, di cui abbiamo scritto in Le 82 firme radar di Rainmaker: il cloud seeding funziona?. La distanza fra «effetto misurato in casi specifici» e «controllo del tempo su scala regionale» è, allo stato delle fonti, enorme.

2. Chi semina le nuvole negli Stati Uniti, e con quali regole

Negli Stati Uniti la modificazione del tempo è soggetta a obbligo di segnalazione federale dal 1972 (Weather Modification Reporting Act, 15 U.S.C. § 330): chi la pratica deve dichiararlo alla NOAA, che conserva i report dei progetti. Quei report però non sono pubblicati in forma strutturata, e un registro mondiale consultabile da un programma non esiste: in altri paesi non c’è nemmeno un formato comune. Questo è il primo limite concreto dell’inchiesta, e il motivo per cui il registro dell’osservatorio è compilato a mano, voce per voce.

Texas: licenze e permessi pubblici

In Texas i progetti sono licenziati e autorizzati dal Texas Department of Licensing and Regulation (TDLR), che pubblica una pagina riassuntiva. Secondo quella pagina, verificata il 6 settembre 2026, i progetti attivi sono: la West Texas Weather Modification Association (circa 6,4 milioni di acri fra Midland e San Angelo, dal 1995); la South Texas Weather Modification Association (circa 6 milioni di acri dall’Edwards Plateau alla costa, dal 1997); il programma del Panhandle Groundwater Conservation District (circa 4,1 milioni di acri nelle contee Gray, Carson, Potter e Armstrong, dal 1956); il Rolling Plains Water Enhancement Project, sponsorizzato da otto contee (Knox, Baylor, Haskell, Scurry, Fisher, Jones, Mitchell, Nolan) con un contratto alla West Texas Weather Modification Association, area iniziale di 3,5 milioni di acri nel 2015 poi ampliata. La pagina non riporta le sigle degli aeromobili né dice quando e dove i velivoli operano: la licenza è un permesso, non un registro dei voli.

North Dakota: un programma statale con un rapporto annuale

Il North Dakota Cloud Modification Project è condotto dal Department of Water Resources dello Stato con l’operatore Weather Modification LLC di Fargo. Il rapporto operativo 2025 (di cui abbiamo registrato l’impronta SHA-256, per poterlo riscontrare) documenta la stagione estiva 2025 del Distretto I con base a Bowman: i velivoli impiegati (Piper Seneca II N121WA, velivolo principale, fermo dal 24 luglio al 6 agosto; N13AG, riserva, arrivato a Bowman l’8 giugno; N9798C), la sostituzione del radar di Bowman (il vecchio WSR-74C spento il 14 luglio, il nuovo pienamente operativo il 24 luglio 2025), le sospensioni delle operazioni di intensificazione della pioggia per contea e settimana, la manutenzione per data e aereo. Non contiene una tabella delle singole missioni giornaliere.

Emirati Arabi Uniti

Il programma di intensificazione delle piogge degli Emirati (National Center of Meteorology) dichiara quattro Beechcraft King Air C90 basati nel paese e attrezzati per la semina, con il supporto di 75 stazioni meteorologiche e 6 radar. Non pubblica le immatricolazioni: per questo nel registro dell’osservatorio la voce esiste ma non ha aeromobili, e resterà così finché non ci sarà una fonte.

3. Cosa dichiarano gli operatori, giorno per giorno

La fonte più precisa che abbiamo trovato al mondo sono i Seeding Report che il TDLR pubblica per i progetti texani. Ogni giorno di semina ha una scheda con le condizioni meteorologiche del giorno, gli avvisi in vigore, e una tabella «Flight Information» con l’ora (UTC), la sigla interna dell’aereo, la posizione del rilascio e la contea. Sono dichiarazioni dell’operatore, non misure indipendenti: ma sono l’unico «cosa hanno fatto, quando, dove» che esista in forma pubblica.

Dal report 2025 della South Texas Weather Modification Association abbiamo trascritto, pagina per pagina, 12 giorni di semina e 83 rilasci di flare fra il 26 marzo e il 2 luglio 2025 (26 e 31 marzo; 30 aprile; 2, 6, 8 e 10 maggio; 15, 21, 29 e 30 giugno; 2 luglio), sulle contee Uvalde, Medina, McMullen, Karnes, Atascosa, Frio, Bexar, Wilson e Bee, per un totale dichiarato di 207 flare glaciogeni. Gli aerei compaiono con sigle interne (41P, 49P, 60P) che non sono immatricolazioni. In 5 righe su 83 la posizione è data in coordinate; nelle altre è espressa come azimut e distanza rispetto al radar dell’operatore («313X47»): senza la posizione del radar non è convertibile, e l’osservatorio la mostra com’è, senza indovinare. Dal report del Rolling Plains Water Enhancement Project: un giorno, il 29 maggio 2025, 5 rilasci con coordinate sulla contea di Mitchell.

Un caso mostra bene la differenza fra dichiarazione e deduzione. Il report STWMA documenta una semina sulla contea di Karnes il 2 luglio 2025, alle 18:08 e 18:12 UTC (13 flare glaciogeni e 1 igroscopico). Dopo l’alluvione del 4 luglio nella contea di Kerr, il TDLR ha pubblicato il 10 luglio una nota ufficiale: dopo un’indagine sui registri di volo e sulla documentazione del programma, l’ente conclude che le operazioni nel Texas sudoccidentale «non hanno contribuito in alcun modo» alle piogge causate dai resti della tempesta tropicale Barry; la contea di Karnes dista circa 130 miglia da quella di Kerr, le nubi seminate erano piccole e isolate e si erano dissolte entro le 16 del 2 luglio; le regole del TDLR vietano di seminare temporali severi o capaci di piogge eccessive. Questo è ciò che la fonte dichiara; l’osservatorio lo riporta così.

4. Gli aerei: cosa si può sapere, e cosa no

Per seguire i programmi in tempo reale servono gli aeromobili. Le fonti ufficiali non li elencano quasi mai: li abbiamo cercati nel registro aeronautico federale (FAA) per nome dell’intestatario, e ogni sigla è stata verificata sulla scheda del singolo velivolo — codice ICAO a 24 bit, stato della registrazione, scadenza — e incrociata con il database aeromobili di OpenSky. Le sigle il cui intestatario attuale è un altro soggetto (N232PS, N9696C, N730HM, N37356) e quelle cancellate o soltanto prenotate (N23MN, N24SR, N882EM, N98585, N101WX–N150WX) sono state scartate.

Il risultato, al 6 settembre 2026, è un registro di 20 aeromobili: quattro Piper Comanche della West Texas WMA (N5141P, N6909P, N7924P, N8549P); un Aztec e tre Comanche della South Texas WMA (N178M, N57AA, N8160P, N8847P); un Aztec e un Comanche del Panhandle GWCD (N178G, N5359P); tre velivoli intestati a Seeding Operations and Atmospheric Research (N1162X, N4125G, N741DF); quattro intestati a Weather Modification LLC senza un programma documentato (N33144, N39655, N555DS, N8SS); e i tre Seneca II del North Dakota (N13AG, N121WA, N9798C), gli unici documentati su un programma specifico da un rapporto ufficiale. Per ciascuno, l’intestazione FAA vale alla data del controllo; l’impiego per missione non è documentato da quella fonte.

Questi velivoli trasmettono la propria posizione via ADS-B, che reti aperte (ADSB.lol, adsb.fi, OpenSky) rendono consultabili. L’osservatorio la legge ogni due minuti e, dal 6 settembre 2026, la conserva in un archivio: così alla domanda «dov’erano gli aerei censiti in un certo giorno e in un certo luogo» si può rispondere con dati propri. Ma il limite va detto per intero: una posizione è una posizione. Nessuno strumento, aperto o commerciale, deduce dalla traccia ADS-B se un velivolo stia seminando. Il vecchio archivio delle «osservazioni» del modulo, che mostrava tre puntini fissi con lo stato «non confermato», è stato sostituito da questo criterio.

5. Gli impianti che scaldano la ionosfera

Gli ionospheric heaters sono trasmettitori radio ad alta frequenza che riscaldano per pochi istanti una piccola regione dell’alta atmosfera, fra 50 e 400 miglia di quota, per studiarne il comportamento. Sono oggetto di ipotesi che li vorrebbero capaci di modificare il tempo o il clima. Ecco cosa risulta dalle fonti primarie.

HAARP (Gakona, Alaska)

Secondo la pagina ufficiale dell’Università dell’Alaska Fairbanks, HAARP fu gestito congiuntamente da U.S. Air Force e U.S. Navy dal 1990 al 2014; l’11 agosto 2015 strutture e attrezzature passarono all’Università (il trasferimento dei terreni è riportato a febbraio 2025). Nel giugno 2025 la pubblicazione UAF sull’open house ne indica come direttrice Jessica Matthews. Il programma pubblica in anticipo avvisi di trasmissione per le comunità radioamatoriali: l’avviso datato 24 agosto 2026 dichiara una campagna di ricerca dal 25 al 27 agosto UTC, con finestre orarie precise (25 agosto 00:00–02:00 e 06:30–10:00; 26 agosto 20:00–24:00; 27 agosto 00:00–04:00), frequenze fra 2,8 e 10 MHz e la clausola che tutto è «soggetto a cambiamenti». L’avviso del 21 luglio 2025 dichiara una campagna il 23–24 luglio a 6,9 e 9,6 MHz, condotta a sostegno di una ricerca della MITRE Corporation, con trasmissioni dirette verso sud-sud-est. L’osservatorio legge questi avvisi e li usa per rispondere «campagna dichiarata / fuori campagna»: dichiarata, non misurata.

Cosa fa fisicamente HAARP lo descrive il Naval Research Laboratory (25 febbraio 2013): nella campagna BRIOCHE, sponsorizzata da DARPA con SRI International, l’Università dell’Alaska, l’Università della Florida e BAE Systems, i ricercatori hanno prodotto le più dense «nubi di plasma» artificiali mai ottenute nella ionosfera. Sono strutture di gas ionizzato studiate per le comunicazioni e la fisica del plasma: non sono nubi di pioggia, e il documento non attribuisce alla campagna effetti sul tempo al suolo o sul clima.

EISCAT Heating (Ramfjordmoen, Tromsø)

L’impianto di riscaldamento ionosferico di Tromsø è gestito dall’associazione scientifica EISCAT dal 1993. È l’unico impianto al mondo, fra quelli trovati, che pubblichi un bollettino leggibile da un programma: ora del campione e, per ciascuno dei 12 trasmettitori, frequenza e potenza in kilowatt. Il campione letto il 6 settembre 2026 portava la data del 4 settembre alle 12:37 UTC, 4,04 MHz, potenza zero su tutti i trasmettitori: il file si aggiorna solo durante le campagne, e fuori campagna resta fermo per giorni. È una lettura ai trasmettitori, non una misura di effetti atmosferici.

Gli altri: Sura, SPEAR, Arecibo

L’impianto Sura, vicino a Vasilsursk in Russia, è gestito dall’istituto NIRFI di Nižnij Novgorod; le fonti secondarie disponibili gli attribuiscono tre trasmettitori da 250 kW e una schiera di 144 dipoli incrociati fra 4,5 e 9,3 MHz, con esperimenti ottici condotti fra il 2021 e il 2023. Il sito dell’istituto risultava disattivato al momento della verifica: lo stato operativo attuale non è dichiarato da una fonte primaria. SPEAR, a Svalbard, era gestito dall’Università di Leicester e poi dal centro universitario UNIS: secondo Physics Today è stato messo in naftalina alla fine del 2013. Il radar di Arecibo, a Porto Rico, con la sua struttura HF per la modificazione ionosferica, è stato dichiarato da dismettere dalla NSF il 19 novembre 2020 ed è crollato il 1º dicembre 2020. Contare «quanti impianti sono accesi nel mondo» è quindi possibile solo per quelli con una fonte: oggi due su cinque censiti, con lo stato che la loro fonte dichiara.

6. Quando il tempo fu davvero un’arma: i precedenti documentati

Che governi abbiano provato a usare il tempo atmosferico come strumento è documentato, e va detto con le date giuste. L’Operation Popeye, secondo il memorandum del 13 gennaio 1967 conservato dal Dipartimento di Stato (FRUS, documento 274), consisteva in esperimenti di semina delle nubi sul Laos nell’ottobre 1966, con la proposta esplicita di estenderli per ostacolare le vie di rifornimento militari; le valutazioni positive riportate sono interne al Dipartimento della Difesa, non misure indipendenti. Il Project STORMFURY (1962–1983) tentò di indebolire gli uragani seminandoli con ioduro d’argento: la ricostruzione della NOAA spiega perché gli apparenti successi iniziali furono messi in discussione — cambiamenti simili avvenivano anche negli uragani non trattati. Nessuno di questi documenti collega quei programmi a calamità attuali.

7. L’Italia: Progetto Pioggia, TECNAGRO e l’appalto pugliese

L’Italia ha una storia propria, ricostruita dall’osservatorio nella sezione «Chi partecipa» con 50 soggetti e le relative fonti. Il Progetto Pioggia in Puglia è un esperimento di incremento delle precipitazioni avviato nel 1985 dal Ministero dell’Agricoltura e dalla Regione Puglia con l’associazione TECNAGRO; la proposta è attribuita ad Abraham Gagin e la progettazione ed esecuzione alla società EMS, descritta come controllata della Mekorot Water Company. Lo racconta la valutazione statistica pubblicata sul Journal of Applied Meteorology nel 1999, i cui ringraziamenti citano fra le figure di leadership di TECNAGRO il generale Abele Nania e l’amministratore delegato Massimo Bartolelli; un contributo AMS del 2001 a firma di Nania, con affiliazione TECNAGRO, riconosce un confronto statistico non significativo.

In un’audizione parlamentare del 14 marzo 2000 Alfredo Luigi Diana dichiara di essere stato presidente di TECNAGRO e ne elenca i membri storici: Fiat Agri, Montedison Servizi Agricoltura, Enichem, e in seguito Federconsorzi. La fonte non assegna a ciascun membro finanziamenti o responsabilità nei voli. Nania fu responsabile del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare dal 1983 al 1986 secondo la cronologia ufficiale del 2020 (1983–1987 secondo la pubblicazione del 2019): la successione dei responsabili di quel servizio non dimostra la partecipazione degli altri agli stessi esperimenti, e l’osservatorio non la suggerisce.

Un secondo filone è amministrativo. Nell’emergenza idrica pugliese il commissario delegato Raffaele Fitto avviò con il decreto n. 221 del 1º agosto 2003 un intervento di «modificazione del ciclo atmosferico delle acque», con un impegno previsto di 3.615.198,29 euro su fondi del Ministero dell’Ambiente e la nomina di Giuseppe Corti come responsabile del procedimento. Il bando C-29742 in Gazzetta Ufficiale del 28 ottobre 2003 richiedeva, fra i requisiti, l’autorizzazione dei voli e l’uso di basi logistiche tramite convenzione con l’Aeronautica Militare. Il decreto n. 20 del 17 febbraio 2004 aggiudica l’intervento alla Aerotech SA di Lugano per 2.940.000 euro più IVA. Questi atti provano l’aggiudicazione: non ricostruiscono i voli svolti, i risultati, né i dirigenti della società.

Restano quattro domande aperte, scritte come tali nell’osservatorio: nelle fonti raccolte non è documentato alcun rapporto operativo fra Progetto Pioggia, appalto pugliese e la campagna BRIOCHE di HAARP; una continuità societaria fra TECNAGRO e Aerotech non è verificata (servirebbero visure e atti, la somiglianza dell’attività non basta); di Aerotech mancano contratto, convenzione aeronautica firmata, registri di missione e collaudo; e fra il generale Nania e il generale Fabio Mini — autore nel 2007 di un’analisi su Limes sulla guerra ambientale e comandante KFOR dal 4 ottobre 2002 al 3 ottobre 2003 secondo la NATO — non è stata trovata alcuna successione nella direzione di questi progetti. Nel 2026 il tema è tornato in Parlamento con il disegno di legge di iniziativa popolare «Cieli Blu», pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 5 maggio 2026, che propone il divieto di ogni attività di modifica del tempo sul territorio nazionale.

8. E il clima? Cosa dichiarano le fonti scientifiche

La domanda che arriva più spesso è se questi programmi c’entrino con il cambiamento climatico. L’osservatorio non lo deduce, e nessuna delle fonti qui citate lo afferma. Il Sesto rapporto di valutazione dell’IPCC (2023), al punto A.1 della sintesi per i decisori, attribuisce il riscaldamento globale alle attività umane, principalmente attraverso le emissioni di gas serra; non attribuisce automaticamente ogni singolo evento estremo a una causa. Per i singoli eventi esiste una disciplina apposita, l’attribuzione: la rete World Weather Attribution pubblica studi dedicati — fra gli ultimi, il 28 agosto 2026, sulla riduzione delle piogge di inizio stagione umida a Porto Rico e Giamaica; il 18 agosto sulle temperature senza precedenti degli oceani europei; il 13 agosto sulle alluvioni in Assam. L’anomalia termica globale mensile che la NOAA pubblica per luglio 2026 è di +1,18 °C rispetto alla media 1901–2000. Sono dati riportati con la loro fonte e la loro base di riferimento, e nient’altro.

"I documenti sugli esperimenti militari non dimostrano una spiegazione alternativa del riscaldamento globale. Vicinanza nel tempo e nello spazio non è un nesso causale."

— Metodo dell’osservatorio

9. Come usare l’osservatorio, e cosa non aspettarsi

La scheda Mappa del giorno risponde a una domanda precisa: «cosa risulta documentato vicino a una data, un’ora e un luogo». Restituisce strati separati — posizioni archiviate degli aeromobili censiti, operazioni dichiarate nei report, segnalazioni dei lettori lette dalla redazione, stato dichiarato degli impianti, meteo storico del punto — ciascuno con la sua fonte e con uno stato esplicito: «vuoto» non è «non coperto», e nessuno dei due è «nessuna attività». Chi partecipa e Prove e documenti raccolgono nomi, rapporti e documenti con i loro limiti; Voli reali segue gli aeromobili censiti; Fonti e metodo dice da dove viene ogni dato.

Cosa non troverete: un semaforo «cloud seeding sì/no», un contatore di «scie chimiche», un’attribuzione delle cause del clima. Non perché la domanda sia proibita, ma perché nessuna fonte la risponde, e un osservatorio che inventasse la risposta smetterebbe di essere utile. Se avete visto qualcosa in un giorno e in un luogo, la Mappa del giorno accoglie la segnalazione, la redazione la legge, e — se pubblicata — compare per quello che è: ciò che una persona dichiara di aver visto.


Fonti